{"id":1062,"date":"2026-06-30T10:07:47","date_gmt":"2026-06-30T10:07:47","guid":{"rendered":"https:\/\/winscuola.com\/shop\/?post_type=product&#038;p=1062"},"modified":"2026-06-30T10:13:10","modified_gmt":"2026-06-30T10:13:10","slug":"ebook_pensare-nellepoca-delle-macchine-che-rispondono-copia","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/winscuola.com\/shop\/prodotto\/ebook_pensare-nellepoca-delle-macchine-che-rispondono-copia\/","title":{"rendered":"Pensare nell&#8217;epoca delle macchine che rispondono"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Intelligenza Artificiale \u00e8 gi\u00e0 entrata nella scuola.\u00a0\u00c8 ormai una presenza concreta nelle classi, nei compiti, nella valutazione, nella progettazione didattica. Di fronte a questa trasformazione, vietare non basta, ignorare \u00e8 impossibile, subire \u00e8 rischioso.<\/p>\n<p>Pensare nell&#8217;epoca delle macchine che rispondono nasce da una domanda semplice e radicale: che cosa deve proteggere la scuola quando le risposte diventano immediate e plausibili?<\/p>\n<p>La risposta che attraversa queste pagine riguarda il cuore stesso dell&#8217;esperienza educativa: il lavoro del pensiero, l&#8217;autonomia cognitiva degli studenti, la responsabilit\u00e0 professionale dei docenti, la necessit\u00e0 di una governance etica e condivisa.<\/p>\n<p>Il libro propone A.G.I.R.E.(<strong>A<\/strong>utonomia,\u00a0<strong>G<\/strong>overnance,\u00a0<strong>I<\/strong>ntelligenza,\u00a0<strong>R<\/strong>esponsabilit\u00e0,\u00a0<strong>E<\/strong>ducazione), un framework per accompagnare scuole e insegnanti a orientarsi nell&#8217;uso dell&#8217;Al senza cedere n\u00e9 al rifiuto n\u00e9 alla fascinazione . Attraverso riflessioni pedagogiche, strumenti operativi, rubriche, matrici, indicazioni per la valutazione e per la policy di istituto, il volume offre una prospettiva concreta per ripensare didattica, cittadinanza digitale e cultura professionale.<\/p>\n<p>Ad arricchire il percorso, box operativi, esempi di prompt e file con output generati dall&#8217;Al aiutano a tradurre il framework in pratiche didattiche immediatamente sperimentabili.\u00a0Perch\u00e9, in un tempo in cui le macchine sanno rispondere, la scuola resta il luogo in cui si impara ancora a pensare.<\/p>\n<p>Il libro contiene:<\/p>\n<ul>\n<li>Schede operative<\/li>\n<li>Esempi di prompt<\/li>\n<li>File con l&#8217;output generati dell&#8217;AI<\/li>\n<li>Strumenti per governare l&#8217;IA nella didattica<\/li>\n<li>Estensioni online con QR Code<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p><b>Prefazione del Dirigente Scolastico Salvatore Giuliano:<\/b><\/p>\n<h4><i>Una scuola che non vuole smettere di pensare<\/i><\/h4>\n<p>C\u2019\u00e8 un momento preciso in cui questo libro diventa necessario. Non \u00e8 un momento storico grande, non \u00e8 un convegno n\u00e9 un decreto ministeriale. \u00c8 una frase detta sottovoce da uno studente alla propria insegnante: <em>\u201cProf, tanto lo fa ChatGPT.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Non una provocazione. Non una sfida. Una constatazione.<\/p>\n<p>In quella frase, apparentemente innocua, si condensa la trasformazione pi\u00f9 profonda che la scuola abbia dovuto fronteggiare negli ultimi decenni: per la prima volta nella storia dell\u2019istruzione, il prodotto di un apprendimento pu\u00f2 essere generato senza che l\u2019apprendimento sia avvenuto. Un testo pu\u00f2 essere corretto senza essere stato compreso. Una risposta pu\u00f2 arrivare prima ancora che la domanda abbia avuto il tempo di maturare nella mente di chi la pone.<\/p>\n<p>Caterina D\u2019Ortona e Wanda Pennelli non si sono fermate a registrare questo cambiamento. Lo hanno attraversato \u2014 aula per aula, collegio per collegio, conversazione per conversazione con insegnanti, dirigenti, educatori \u2014 con la pazienza di chi sa che i problemi complessi non si risolvono con le soluzioni semplici. N\u00e9 con il divieto, n\u00e9 con l\u2019entusiasmo ingenuo. Con qualcosa di pi\u00f9 difficile e pi\u00f9 prezioso: il pensiero.<\/p>\n<p>Questo libro \u00e8 il frutto di quel pensiero.<\/p>\n<p>Le pagine che seguono non offrono ricette. Lo dichiarano esplicitamente, e questo \u00e8 gi\u00e0 un atto di onest\u00e0 intellettuale non scontato in un\u2019epoca in cui il mercato della formazione tende a confezionare risposte prima ancora che le domande siano state formulate con precisione. Ci\u00f2 che le autrici propongono \u00e8 invece una <em>cornice di senso<\/em>: un modo per leggere ci\u00f2 che sta accadendo, per distinguere tra uso e delega, tra supporto e sostituzione, tra apprendimento reale e sua simulazione.<\/p>\n<p>Il framework A.G.I.R.E. \u2014 Autonomia e Governance dell\u2019Intelligenza artificiale per una Responsabilit\u00e0 Educativa \u2014 che costituisce il cuore propositivo del volume, non \u00e8 uno strumento tecnico. \u00c8 un orientamento professionale. Un modo di stare nella scuola che non rinuncia a governare il cambiamento, ma che non pretende nemmeno di fermarlo. Cinque principi \u2014 autonomia cognitiva, responsabilit\u00e0 professionale, trasparenza, governance, valutazione trasformativa\u00a0\u2014 che restituiscono all\u2019insegnante quello che nessun algoritmo pu\u00f2 sottrarre: la centralit\u00e0 della relazione educativa come luogo in cui il pensiero si forma, si negozia, si verifica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che colpisce, leggendo queste pagine, \u00e8 la cura con cui le autrici evitano due tentazioni ugualmente pericolose.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 quella dell\u2019allarme: l\u2019AI come minaccia, come nemico dell\u2019apprendimento, come tecnologia da arginare o proibire. Chi ha trascorso del tempo nelle scuole sa bene quanto questo approccio sia gi\u00e0 stato sconfitto dai fatti. Gli studenti usano l\u2019intelligenza artificiale generativa. Lo fanno gi\u00e0. La domanda non \u00e8 se permetterlo, ma come governarlo.<\/p>\n<p>La seconda tentazione \u00e8 quella opposta: l\u2019AI come soluzione, come acceleratore della didattica, come strumento neutro che basta imparare a usare bene. Anche questa visione rivela un\u2019ingenuit\u00e0 che il libro smonta con precisione. Il problema non \u00e8 tecnico. \u00c8 pedagogico. Non riguarda lo strumento, ma il contesto educativo in cui lo strumento entra: a quali condizioni pu\u00f2 diventare una risorsa? Quando rischia invece di sostituire parti essenziali del processo di apprendimento?<\/p>\n<p>La risposta che D\u2019Ortona e Pennelli costruiscono \u2014 con la matrice di delegabilit\u00e0 cognitiva, con la rubrica di autonomia cognitiva, con il modello di valutazione trasformativa \u2014 \u00e8 che la scuola pu\u00f2 e deve distinguere. Non ogni compito \u00e8 ugualmente delegabile. Non ogni uso dell\u2019AI \u00e8 ugualmente formativo o deformante. La professionalit\u00e0 docente consiste esattamente in questa capacit\u00e0 di discernimento: sapere dove il pensiero dello studente deve restare in carica, e dove invece il supporto tecnologico pu\u00f2 accompagnarlo senza sostituirlo.<\/p>\n<p>Occorre per\u00f2 fare un passo ulteriore, e questo libro lo compie con chiarezza: <strong>un compito svolto dall\u2019intelligenza artificiale non \u00e8 un compito<\/strong>. \u00c8 la sua controfazione. Pu\u00f2 assomigliare a un compito, pu\u00f2 avere la forma di un compito, pu\u00f2 persino essere pi\u00f9 corretto e meglio strutturato di quanto uno studente avrebbe saputo produrre da solo \u2014 ma manca di ci\u00f2 che rende un compito educativamente significativo: il percorso cognitivo di chi lo ha affrontato. La fatica del capire, l\u2019errore corretto, la rielaborazione personale, il momento in cui un concetto esterno diventa finalmente proprio. Se quel percorso non c\u2019\u00e8 stato, il prodotto \u00e8 vuoto. Elegante, magari. Ma vuoto.<\/p>\n<p>Questo impone alla scuola uno spostamento radicale di prospettiva: <strong>dall\u2019attenzione al risultato all\u2019attenzione al processo<\/strong>. Non \u201ccosa hai prodotto?\u201d ma \u201ccome ci sei arrivato?\u201d. Non il testo consegnato, ma il pensiero che lo ha generato. Non la risposta, ma la capacit\u00e0 di sostenerla, difenderla, riconoscerla come propria. \u00c8 uno spostamento che richiede nuove domande in classe, nuove forme di valutazione, nuovi patti tra insegnanti e studenti \u2014 e una ridefinizione profonda di cosa significhi, oggi, fare bene il proprio lavoro a scuola.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una frase, nelle pagine dell\u2019introduzione, che merita di essere letta con attenzione:<\/p>\n<p><em>\u201cIn un tempo in cui le macchine rispondono sempre meglio, la scuola ha il compito di custodire il valore delle domande.\u201d<\/em><\/p>\n<p>\u00c8, in poche parole, la tesi dell\u2019intero volume. E non \u00e8 una tesi nostalgica. Non \u00e8 il rimpianto per una scuola che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, n\u00e9 la difesa di pratiche didattiche che l\u2019AI ha semplicemente reso obsolete. \u00c8 invece la riaffermazione di qualcosa di fondamentale: che il pensiero non \u00e8 un prodotto, ma un processo. Che la comprensione\u00a0 non\u00a0 si\u00a0 trasferisce,\u00a0 si\u00a0 costruisce.\u00a0 Che\u00a0 l\u2019educazione\u00a0 non\u00a0 \u00e8\u00a0trasmissione di risposte, ma coltivazione della capacit\u00e0 di porsi domande sempre pi\u00f9 precise, pi\u00f9 oneste, pi\u00f9 proprie.<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza artificiale generativa ha reso pi\u00f9 visibile \u2014 e in questo senso ha paradossalmente reso un servizio alla scuola \u2014 una fragilit\u00e0 che forse era gi\u00e0 presente: la tendenza a valutare il prodotto come se fosse sempre una traccia trasparente del processo che lo aveva generato. Oggi quel legame si \u00e8 incrinato, e la scuola \u00e8 costretta a fare i conti con esso. Questo libro \u00e8 uno strumento per farlo con lucidit\u00e0.<\/p>\n<p>Chi legger\u00e0 queste pagine \u2014 insegnante, dirigente, formatore, studioso di pedagogia o semplicemente genitore curioso di capire cosa stia accadendo nelle aule dei propri figli \u2014 trover\u00e0 un testo che non ha paura di ammettere la complessit\u00e0, ma che non si ferma ad essa. Trova criteri operativi, esempi concreti, box di lavoro pratico, e i dati di un sondaggio condotto nel febbraio 2026 su oltre millecentosessanta professionisti della scuola: voci reali, non astrazioni.<\/p>\n<p>Trover\u00e0, soprattutto, una convinzione che attraversa ogni capitolo come un filo: che la scuola <em>abbia ancora moltissimo da dire<\/em>, proprio perch\u00e9 l\u2019AI la costringe a tornare alle sue domande fondamentali. Che cosa significa apprendere? Che cosa rende un compito davvero formativo? Che cosa possiamo considerare prova autentica di comprensione?<\/p>\n<p>Non sono domande nuove. Sono, in fondo, le stesse domande che la pedagogia si pone da sempre. Ma oggi hanno un\u2019urgenza diversa. E hanno bisogno di risposte che siano all\u2019altezza del momento.<\/p>\n<p>Questo libro \u00e8 una di quelle risposte.<\/p>\n<p><em>\u201cPensare nell\u2019epoca delle macchine che rispondono\u201d <\/em>non \u00e8 un titolo provocatorio. \u00c8 una scelta di campo. In un tempo in cui rispondere \u00e8 diventato facilissimo, scegliere di pensare \u00e8 un atto di resistenza e, insieme, di speranza. La speranza che la scuola \u2014 con i suoi insegnanti, i suoi studenti, le sue contraddizioni e le sue straordinarie risorse umane \u2014 sappia governare questa trasformazione senza subirla. Senza consegnare alle macchine il cuore dell\u2019apprendimento. Senza smarrire ci\u00f2 che resta, irriducibilmente, umano.<\/p>\n<p>Buona lettura.<\/p>\n<p align=\"right\"><i>Salvatore Giuliano<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p>Caterina D&#8217;Ortona e Wanda Pennelli<br \/>\nFormato epub<br \/>\nISBN 9791280094285<\/p>\n<p>Prezzo <b>7,99\u00a0euro<\/b> (spedizione inclusa) in versione cartacea acquistabile cliccando in alto a questa pagina &#8220;Aggiungi al carrello&#8221; e scegliendo il metodo di pagamento tra Carta del docente, Carta di credito, conto PayPal o bonifico bancario.<br \/>\n<span id=\"cloak6d53a6c1409e17b4a2a448e5580c7ca0\"><\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.winscuola.com\/images\/carta_docente.gif\" alt=\"\" width=\"135\" height=\"53\" \/><\/p>\n<p>Disponibile in formato ebook anche su <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/06yB1MF7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-544 size-full\" src=\"https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/amazon.png\" alt=\"Amazon\" width=\"115\" height=\"49\" \/><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><b>Dall&#8217;Indice:<\/b><\/p>\n<p><strong>Prefazione<\/strong>\u00a0<em>di Salvatore Giuliano<\/em><\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p><strong>PARTE I &#8211; Quando le macchine iniziano a rispondere<\/strong><br \/>\nCapitolo 1. \u201cProf, tanto lo fa ChatGPT\u201d<br \/>\nCapitolo 2. La crisi silenziosa della valutazione<br \/>\nCapitolo 3. Il rischio invisibile: dipendenza cognitiva<br \/>\nCapitolo 4. Pensiero critico e creativo<\/p>\n<p><strong>PARTE II &#8211; Ripensare il ruolo docente<\/strong><br \/>\nCapitolo 5. Il docente come \u201cregista etico\u201d<br \/>\nCapitolo 6. Progettare compiti non delegabili<\/p>\n<p><strong>PARTE III &#8211; Il framework<\/strong><br \/>\nCapitolo 7. IL \u201cframework A.G.I.R.E.\u201d<br \/>\nCapitolo 8. La \u201cMatrice di delegabilit\u00e0 cognitiva\u201d<br \/>\nCapitolo 9. La \u201cRubrica di autonomia cognitiva\u201d<br \/>\nCapitolo 10. La \u201cValutazione trasformativa\u201d<\/p>\n<p><strong>PARTE IV &#8211; La scuola che sceglie di pensare<\/strong><br \/>\nCapitolo 11. Una policy scolastica<br \/>\nCapitolo 12. Educazione civica e AI<br \/>\nCapitolo 13. Verso una nuova cultura professionale<\/p>\n<p><strong>Allegati<\/strong><br \/>\nSondaggio integrazione dell\u2019AI nella scuola<br \/>\nRiferimenti bibliografici<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Caterina D\u2019Ortona e Wanda Pennelli<\/strong> sono docenti formatrici e da anni accompagnano insegnanti e scuole nei percorsi di innovazione didattica, nell\u2019uso consapevole delle tecnologie e nella riflessione sui processi di valutazione. Il loro interesse per l\u2019Intelligenza Artificiale nasce dal contatto diretto con le domande, i dubbi e le trasformazioni che oggi attraversano le aule e il lavoro docente. Da questa esperienza condivisa \u00e8 nato Pensare nell\u2019epoca delle macchine che rispondono, un libro che mette a disposizione della scuola strumenti, criteri e parole per orientare il cambiamento custodendo il cuore dell\u2019esperienza educativa.<\/p>\n<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1058\" src=\"https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_74_75.jpg\" alt=\"\" width=\"890\" height=\"630\" srcset=\"https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_74_75.jpg 890w, https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_74_75-300x212.jpg 300w, https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_74_75-768x544.jpg 768w, https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_74_75-600x425.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 890px) 100vw, 890px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1059\" src=\"https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_78_79.jpg\" alt=\"\" width=\"890\" height=\"628\" srcset=\"https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_78_79.jpg 890w, https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_78_79-300x212.jpg 300w, https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_78_79-768x542.jpg 768w, https:\/\/winscuola.com\/shop\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pensare_78_79-600x423.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 890px) 100vw, 890px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><b>A.G.I.R.E. 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